alla galleria Artemare di Roma
La mostra è visitabile dal 12 marzo al 10 aprile 2010,
entrata libera.
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richiedere le foto dei quadri in mostra si prega di inviare una
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C O M
U N I C A T O S T A M PA
La mostra
"Foulards d'amare - quadri con foulards d'autore di navi
e barche "vede in esposizione opere di seta incorniciate
delle più famose maison di moda, Gucci, Ferragamo, Hermes,
Valentino Louis Vuitton che hanno nel tempo realizzato questi
accessori con soggetti di autori noti dedicati a unità
navali famose, a manifestazioni nautiche internazionali, alla
marina militare e ai più importanti yacht clubs. Negli
anni sessanta Audrey Hepburn portava il foulard annodato sotto
al mento e spesso abbinato ad un paio di occhiali scuri, Jacqueline
Kennedy in barca e Catherine Deneuve e Grace Kelly non ci rinunciavano
mai facendone una vera e propria divisa. L'abitudine di portarlo
sulla testa era anche di Sofia Loren. Forte di questo fascino
retrò il foulard si ripresenta in questi ultimi anni sia
sulle passerelle della moda, interprete privilegiato di un'eleganza
senza tempo, sia incorniciato come quadro da collezione per abbellire
ambienti di uffici, case e barche. I foulards a soggetto navale
sanno di sole e di avventura e possono essere raccolti in collezione
da chi è appassionato di cose di mare. Ognuno racconta
una storia affascinante con disegni che rappresentano l' indubbia
bellezza di vele, polene, fanali, ancore e ancora bozzelli, nodi,
bandiere di segnalazione, rose dei venti e tanti altri soggetti
legati al mare e al mondo navale, arricchiti spesso dalla presenza
dell'acqua, che evocare proprio la magia dell'andar per mare.
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| La sua
storia Le
origini del foulard si perdono nella notte dei tempi: accessorio
antichissimo visto che appare in Oriente, già in sculture
cinesi della dinastia Chu mille anni prima di cristo mentre sono
le statue di terracotta dell'esercito dell'imperatore Qin Shihuang
a ricordarci come già nel III secolo a.C. la loro divisa
comprendesse una specie di sciarpa morbida e spessa, di cui talvolta
si indovinavano i vivaci colori. A Occidente è la Colonna
Traiana del II secolo d.C. a raccontarci di come i soldati romani
si proteggessero la gola dalle intemperie mediante il "focale"
una striscia di tessuto fermata da passanti; indumento che però,
soldati a parte, era considerato femminile. I romani portavano anche
il sudarium infilato alla cintura per detergersi il viso e il collo
e l'orarium legato al polso sinistro per manifestare tripudio al
Circo Massimo, per applaudire i campioni o per sottolineare i passaggi
migliori dellarte oratoria. I più bei foulards che oggi
diremmo di lusso, venivano importati dalla Spagna, secondo quanto
ci tramanda Catullo. Forse da questo momento le strade di quelli
che diventeranno uno foulard e l'altro cravatta si dividono, e da
semplice protezione passeranno ad essere indicatori di un determinato
status sociale e addirittura elementi indispensabili nelle funzioni
religiose. Già nel Quattrocento le donne sposate erano solite
ricoprirsi il capo con un semplice telo quadrato, soprattutto nei
riti religiosi. Il velo ha sempre avuto grande importanza, fino
a pochi anni fa era impensabile che le donne partecipassero ad una
messa senza velo, e anche se oggi nel mondo occidentale non esiste
pi quest' obbligo, è ancora diffuso l'uso. Il velo più
significativo è quello da sposa. Nel rinascimento, i fazzoletti
erano molto in voga. Alle donne piacquero molto i fazzoletti da
testa: alle popolane dell'Europa meridionale, della Russia della
Cina, dell'India. Li sfoggiavano nei campi per raccogliere la capigliatura,
per vezzo (il foulard trionfa nei costumi tradizionali) e certo,
per ripararsi. Ben presto se ne produssero di raffinati decorati
con filo d'oro e la bellezza delle donne che lo indossavano veniva
esaltata anzichè occultata. Con lo stesso scopo il fazzoletto
da testa si mise anche al collo, si chiamò "fisci"
e servì alle signore per velare una scollatura troppo sfacciata.
Furono i mercenari croati nel 1660, con i loro servigi a Luigi XIV
a portare in Francia il loro segno di distinzione intorno al collo,
una striscia di stoffa pi o meno preziosa a seconda del grado nell'esercito,
cravatta sarà il suo nome definitivo. Secondo alcuni studiosi
del costume, il foulard per eccellenza trae d ispirazione dal foulard
indossato dai soldati di Napoleone. Un accessorio maschile che comunque
fa impazzire le suffragette dei primi decenni del secolo. Ma la
vera patria del foulard (dal provenzale foulat, riquadro di stoffa)
come lo intendiamo oggi nasce nel 1937, a Lione, grazie al genio
di due produttori di sellerie e di accessori per l'equitazione,
Emile Hermès e Robert Dumas. Il prodotto non era all'altezza
delle aspettative qualitative dei due soci, che vennero tuttavia
interrotti nella loro ricerca dalla guerra. E' con il dopoguerra,
nel 1948 che Hermès inizierà a produrre gli esclusivi
'carrè". Il foulard diventa voce importante anche nel
prestigio delle griffe più affermate: in Francia le celebri
Dior, Saint-Laurent, Chanel, Givenchy e Louis Vuitton. In Italia
nomi antesignani del foulard d'autore sono stati Gucci, Ferragamo,
Valentino e Roberta di Camerino seguiti poi da tutti gli stilisti
d'alta moda pronta, da Mila Schon ad Armani, a Ferrè. |
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Come si
realizza un foulard Il foulard è realizzato
in vari materiali, seta, cotone o lana. Lattenzione ai particolari
è necessaria. Per disegnare un foulard i laboratori ci
mettono fino a 600 ore, lo stesso per la scelta di colori e per
la preparazione della stampa. Gli artigiani foto incisori impiegano
fino a un mese per realizzare un disegno. Occorrono da sei mesi
ad un anno per preparare un foulard, periodo che può arrivare
anche ai due anni per quelli con disegni particolarmente complessi.
Le misure di un foulard possono essere diverse: si va dallo scialle
140 x 140 cm al carrè classico Hermès 90 x 90 cm
ai tagli pi diffusi 100 x 100 cm e 70 x 70 cm, fino alla taglia
gavroche 45 x 45 cm. In Italia sono realizzati per la maggior
parte a Como da laboratori che producono anche in proprio su stilismo
interno, esemplari ammirati per le loro stampe ricchissime ottenute
con lungo procedimento in stadi successivi, tanti quanti sono
i colori prescelti
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16 modi
di indossare foulards d'estate.
Senza mai essere davvero passato di moda, il foulard è
tornato d'attualit per l'estate. Complici le relative passerelle
di stilisti e maison che lo hanno proposto in questi ultimi anni
in tanti modi diversi, e soprattutto non semplicemente annodato
al collo, ma allacciato sotto il mento o a coprire la testa. La
riscoperta dell'accessorio ha dato il via a differenti maniere
di interpretarlo e utilizzarlo. Abbiamo visto così foulard
circondare la fronte a mò di bandana, trasformati in sensuali
top, stretti in vita alla stregua di cinture, legati al polso,
tra i capelli come fermagli, arrotolati cos da sostituire la
collana, ed ancora sulle borse come elemento decorativo. Fermamente
annodato sotto il collo o in testa risponde assai meglio del volatile
cappello, ad ogni esigenza della vita all'aria aperta e dello
sport. L'unica regola da rispettare è che sia visibile
per un'eleganza senza tempo che dia un tocco di personalità,
piace per questo alle dive! Durante la serata dell'inaugurazione
e nei giorni successivi all'esposizione verranno mostrati 16 modi
di indossare i foulards destate. Sono veramente pochi i capi
d'abbigliamento allo stesso tempo così necessari e così
superflui, obbligatori o assolutamente facoltativi, nella nostra
società, che segnano la personalità di chi li indossa.
Il foulard è altresì sinonimo di lusso perchè
è molto di più di un quadrato di seta, è
un'icona, un gioiello, che si tramanda di madre in figlia, non
passa mai di moda anzi come succede alle cose davvero preziose,
diventa più bello e col passare del tempo arriva ad essere
incorniciato come una vera e opera d'arte. Come ammiriamo i dipinti
li più volte e con piacere, anche i foulard incorniciati
non finiscono mai di incantarci e di raccontare la loro storia
e noi affascinati continuiamo a leggerla.
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